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“Innovation City”: il futuro delle città tra sostenibilità e intelligenza artificiale

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Ciò che caratterizza una città è la sua qualità di vita. Sono ovviamente molte le variabili che possono definire questa qualità: dalla respirabilità della sua aria ai servizi presenti, ma una variabile particolarmente importante che mi piace citare subito è l’“accesso” alla città. Accesso ha un significato veramente fondamentale. Non sono quindi i servizi presenti nella città, ma è l’accesso a questi servizi che definisce se una città è innovativa o meno. La mobilità e la facilità nei trasporti, la facile raggiungibilità dei luoghi, la facile fruizione dei servizi. Sembra un paradosso, ma nella maggior parte delle città queste cose di base mancano completamente. E il cittadino si abitua a questo in un clima di rassegnazione che ha le caratteristiche dell’eternità.

 

Nel nuovo libro in uscita per Palinsesto editore, Innovation City: il futuro delle città tra sostenibilità e intelligenza artificiale racconto esempi di città e luoghi in tutto il mondo, da Malaga a Seul, dal Giappone all’Australia, da Smirne a Cracovia, da Helsinki ad Amsterdam e a Copenaghen, dallo Zimbabwe a Montichiello, passando per la cittadinanza passiva e attiva e arrivando alle città che attraggono cervelli, in cui l’innovazione tecnologica ha incontrato l’innovazione sociale  e li ha resi veramente smart. L’ultimo passaggio, non sempre raggiungibile, è fare della città una “comunità”.

 

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L’architetto urbanista Jaime Lerner, che ho avuto la fortuna di conoscere, nel 1971 fu pioniere della trasformazione dell’agglomerato di Curitiba in smart city, la prima al mondo. All’inizio, l’architetto trasformò la principale arteria di traffico della città in zona pedonale. Sempre nello stato brasiliano del Paraná, c’è una città giovane che conosco bene e si distacca per il suo ecosistema molto innovativo: Londrina. La città riesce a coniugare crescita economica e una straordinaria qualità della vita. Inoltre, la città ospita eventi di networking che promuovono lo scambio di idee e la formazione di alleanze strategiche, aumentando le opportunità di espansione per le piccole e medie imprese anche grazie alla presenza del Parco Tecnologico che esemplifica l’integrazione tra settore pubblico, università e aziende, creando un ambiente favorevole all’innovazione e allo sviluppo di nuove tecnologie.

Questo esempio sottolinea ancora di più come l’impatto ambientale delle città in generale, ma in particolare delle metropoli, è determinante per la salute del Pianeta ed è per questo che nel 2015 l’Europa ha stilato l’Agenda 2030 for Sustainable Development che gli stati membri hanno sottoscritto ponendo al centro dei loro programmi governativi il raggiungimento degli obiettivi di sviluppo sostenibile.

La cintura agricola di orti urbani a Curitiba, Brasile

 

Abbiamo detto che una smart city per essere tale deve essere pensata in continua evoluzione, flessibile e in grado di rispondere efficacemente alle esigenze dei cittadini attraverso servizi, infrastrutture e qualità di vita efficaci e sostenibili. Altri interventi possono riguardare la gestione dei rifiuti (sistemi di raccolta evoluti, tracciamento dei rifiuti, incremento del riciclaggio e del recupero) e quella della mobilità riprogettata in ottica sostenibile incrementando i mezzi green, intelligenti, car sharing, parcheggi. Importante distinguere due tipologie di città: quella digitale e quella smart. La città digitale utilizza piattaforme tecnologiche che comunicano attraverso l’Internet of Things (IoT), mentre la smart city è un sistema più complesso che mette in comunicazione le infrastrutture digitali con i vari sistemi di controllo urbani. L’architettura plasma l’ambiente fisico di una città, ma non può essere soltanto funzionale alla costruzione fisica di edifici, perché ha il potere di creare relazioni.

Viviamo, lavoriamo, instauriamo rapporti interpersonali localmente, ma nello stesso tempo viviamo, lavoriamo e instauriamo rapporti interpersonali con il resto del mondo, attraverso le migliaia di interconnessioni che ogni giorno attiviamo.

Tanti nel libro sono gli esempi di riqualificazione urbana in cui centrale è l’ascolto empatico dei reali fabbisogni della comunità. E per farlo, quando si parla di qualità ed empatia delle città, un aspetto importante da tenere presente è la scelta delle istituzioni di progettare in forma democratica. È una questione principalmente di fiducia, trasparenza e di costruire una città con le persone, ecco perché Copenaghen è costantemente tra le città più vivibili al mondo.

 

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In alcuni contesti, l’urbanistica riguarda delle vere e proprie azioni di sopravvivenza perché gli organi istituzionali non riescono a soddisfare i reali bisogni dei cittadini. Alcuni diritti rivendicati sono collegati alle esigenze di vivibilità e urbanizzazione: il diritto agli spazi verdi, il diritto al gioco e all’esercizio fisico, il diritto all’apprendimento e all’accesso alle informazioni. San Paolo è un perfetto esempio di città in transizione, dove gravi disuguaglianze unite a una delle popolazioni metropolitane in più rapida crescita ne fanno una città molto diversificata e frammentata. I suoi spazi verdi sono aperti al pubblico, che può utilizzarli per socializzare, riposare o accedere ai servizi igienici.

Le città stanno cambiando, ripensandosi in termini di nuova energia, risorse naturali, impiego di materiali riciclabili. Bisogna piuttosto sviluppare luoghi e pratiche che consentono di colmare quel vuoto e accompagnare lo sviluppo della tecnica e della scienza. Gli attori di questo cambiamento sono gli individui, le reti sociali, il mercato del profit e del no profit e la pubblica amministrazione, tutti coinvolti in un modello organizzativo sociale e partecipato.

E non ultimo, un’attenzione a ripensare il turismo in termini innovativi è, oggigiorno, un imperativo per il futuro delle città intelligenti che non può essere sottovalutato e che nel libro tratto attraverso diversi esempi che raccontano di una sostenibilità turistica possibile e replicabile. A fare la differenza nelle città smart sono i cittadini che possono determinare il reale cambiamento.