L’accordo UE-Mercosur come opportunità tra Brasile e Italia
L’accordo UE-Mercosur, firmato nel 2026 dopo oltre venticinque anni di negoziati, è di fondamentale importanza commerciale, poggia sulla grande vicinanza culturale ed economica tra Europa e America Latina, e apre nuove opportunità per un commercio più diversificato e sostenibile, sia per l’Italia che per il Brasile. E’ un accordo che coinvolgerà oltre 700 milioni di persone e circa il 30% del PIL globale, acquisendo anche un significato politico e strategico nell’attuale fase dei rapporti internazionali. E’ stato questo il tema dell’incontro (“Le prospettive economiche del Brasile e le opportunità per l’Italia nel contesto globale”) tenutosi in giugno, organizzato da Aspen Italia in collaborazione con l’Associazione di Amicizia Italia-Brasile.

L’accordo inizierà a produrre effetti immediati per la quasi totalità del blocco sudamericano, con un impatto rilevante sugli scambi bilaterali.
Per le imprese, questo significa che le riduzioni tariffarie, le nuove condizioni di accesso al mercato e parte delle semplificazioni doganali potranno diventare operative prima della conclusione definitiva dell’intero processo di ratifica europeo. I partecipanti all’incontro hanno sottolineato proprio quanto di rilevante importanza sia aprire ai finanziamenti in Brasile soprattutto per l’internazionalizzazione delle piccole e medie imprese (PMI) italiane. A settembre 2025 sono state censite 1104 filiali di imprese italiane.
Secondo i dati dell’Osservatorio economico MAECI, nel 2025, le esportazioni brasiliane verso l’Italia hanno raggiunto un valore di oltre 5mld di euro, facendo registrare un aumento del 15,1% rispetto all’anno precedente. Le importazioni brasiliane dall’Italia sono state pari a quasi 5,8mld di euro, con un aumento dello 0,1%. Nel complesso, l’interscambio commerciale è stato pari a oltre 11 mld di euro, con un aumento del 6,7% rispetto all’anno precedente, e con un saldo a favore dell’Italia di 512 mln di euro.
Il Brasile rappresenta un mercato ad alto potenziale per le PMI italiane, offrendo l’accesso a una solida classe media e una crescente domanda di innovazione e tecnologia. Nonostante le sfide burocratiche e logistiche, il Paese è strategico per l’agroalimentare (nel quale si registra grande interesse per le tecnologie green e per l’agricoltura biologica e di precisione), le costruzioni (dove vi sono spazi nel settore delle costruzioni civili per mitigare il deficit abitativo), la meccanica e l’industria 4.0 (il piano nazionale brasiliano promuove l’acquisizione di nuove tecnologie avanzate).
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Le opportunità di mercato sono direttamente legate al dato che il Brasile è la settima economia al mondo, oltre che un partner commerciale fondamentale per l’Italia.
Oltre ai vantaggi tariffari, il trattato UE-Mercosur introduce regole comuni per appalti pubblici, proprietà intellettuale, indicazioni geografiche, e sostenibilità ambientale, offrendo al Brasile maggiore sicurezza giuridica e prevedibilità normativa. Secondo uno studio della Confederação Nacional da Indústria (CNI), l’accordo potrebbe generare un aumento del PIL brasiliano di circa 87,5 miliardi di dollari nei primi 15 anni di applicazione, oltre a stimolare gli investimenti diretti europei nel Paese.
Le componenti-chiave del Sistema Italia (Simest, Sace, Cassa Depositi e Prestiti) hanno già individuato diversi strumenti per agevolare l’internazionalizzazione delle PMI, ma quello su cui c’è da lavorare è soprattutto una tassazione indiretta molto complessa (sebbene siano in atto riforme mirate a semplificare la struttura fiscale brasiliana) e la rete ferroviaria limitata in un Paese di grandi dimensioni che dipende ancora fortemente dal trasporto su gomma.
Dal punto di vista brasiliano l’accordo UE-Mercosur, in estrema sintesi, non è solo una questione commerciale, ma una scelta strategica che consolida i legami economici con l’Europa. E può servire da piattaforma per esplorare ulteriori opportunità, grazie sia al peso oggettivo dell’Unione come grande mercato e attore economico sia per il dinamismo e il potenziale dell’economia brasiliana. Lo conferma, in modo solo apparentemente paradossale, il fatto che ad oggi la bilancia dei rapporti commerciali del Brasile è spostata verso alcuni Paesi asiatici, come Cina, Thailandia e Indonesia, più che verso l’Europa: è un dato che indica come le scelte economiche si basino comunque sui vantaggi comparati e i trend di crescita dei mercati – che attualmente favoriscono in molti settori la grande area dell’Indopacifico.
In altre parole, la diversificazione è una strategia vincente e razionale, a testimonianza che una certa fase della globalizzazione è stata superata ma resta un’ampia e fitta rete di interdipendenze. Intensificare e rafforzare gli scambi tra l’Europa e il maggiore Paese dell’America Latina significa dare un nuovo slancio (e forse perfino un nuovo senso) ai rapporti transatlantici in un mondo che è profondamente cambiato e che continua rapidamente a cambiare.