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Draghi, falchi e colombe

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“Speriamo solo che Draghi sia più colomba di quanto non sembri”. Un lettore del Financial Times ha scritto questo messaggio pochi giorni fa. Ed è stato ascoltato, apparentemente. Il nuovo governatore della BCE ha infatti aperto il suo mandato con una mossa a sorpresa: il taglio di un quarto di punto dei tassi di interesse della BCE, scelta rivolta – ha spiegato –  a bilanciare i rischi di  recessione in Europa ( una “mild recession”, nella sua definizione alla stampa). Oh, finalmente. Il timore era che Draghi dovesse dimostrarsi più falco dei falchi, più tedesco dei tedeschi, per contrare sul nascere obiezioni legate alla sua nazionalità. Non è così.  Draghi ha uno standing internazionale sufficiente per non dovere dimostrare niente. L’unica cosa che dovrà dimostrare sarà il coraggio di compiere tutte le scelte necessarie per permettere alla BCE di intervenire più attivamente per fermare la crisi attuale. La riduzione dei tassi di interesse è un primo passo in questa direzione. Ma come notano ormai parecchi economisti, ce ne vorrebbe un secondo: la decisione della Banca centrale europea di funzionare quale “prestatore di ultima istanza”.

Draghi vorrà o potrà assumere una linea del genere? ieri lo ha escluso ma in principio è in grado di farlo. Nulla impedisce alla Banca centrale europea, difatti, di intervenire sul mercato dei bonds sovrani fino al livello che ritenga necessario –  cosa che, spiegano i fautori, darebbe credibilità al Fondo Salva-Stati. Il rischio, naturalmente, è che questa evoluzione della BCE produca effetti di “moral hazard”, incentivi cioè l’irresponsabilità fiscale. Per questa ragione, un nuovo attivismo della Banca di Francoforte andrebbe bilanciato da nuove regole vincolanti sulle politiche di bilancio degli Stati membri. La conclusione è chiara: una soluzione stabile alla crisi dell’euro-zona richiede uno scambio fra maggiore solidarietà fiscale da una parte e maggiore disciplina di bilancio dall’altra. Il comportamento della BCE sarà un aspetto chiave di una riforma di fatto della governance economica europea (che potrà o meno preludere a una riforma dei Trattati). Il nuovo governatore della BCE ha quindi scelte decisive da compiere. “Mi spiace Mario – ha scritto Martin Wolf – ma devi scegliere se far piacere ai falchi monetari o salvare l’eurozona. Scegli la seconda” . Si vedrà molto presto se, con la sua prima mossa d’apertura, Draghi il pragmatico abbia in realtà già fatto la sua scelta.