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Background: il prudente G20 di Seul

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Prudenza ed umiltà. Sono le parole che accompagnano l’esito del G20 di Seul dove i Grandi hanno ribadito di sentirsi più preparati a prevenire e resistere alle crisi del futuro. Il percorso tracciato a Seul prevede un maggiore sforzo di coordinamento finalizzato a diminuire nel tempo gli squilibri globali alimentati da una ripresa economica lenta e farraginosa. E’ stato così lanciato un piano d’azione: un’agenda articolata in 5 aree che definisce le priorità per agganciare la crescita e trasformarla nell’obiettivo di un trend “forte, stabile e sostenibile”. Se il messaggio dei Grandi è chiaro nelle intenzioni e nello sforzo per strategie comuni, nei fatti il vertice nel formato a 20 non ha certo centrato tutti gli obiettivi, e sulle questioni principali ci si è dovuti accontentare di un compromesso parziale.

Nel comunicato finale emergono in particolare i punti seguenti:

  • La ripresa economica è in atto ma i rischi di squilibrio permangono ed è necessario rimanere vigili. Gli squilibri globali devono essere arginati anzitutto per scongiurare il rischio disoccupazione: alcuni paesi registrano alti livelli di disoccupazione, mentre altri sono alle prese con una ripresa stagnante.
  • La ricetta per agganciare la ripresa e trasformarla in una crescita forte, sostenibile ed equilibrata, passa dall’attuazione di politiche coordinate senza le quali ci sarebbero solo esiti peggiori per tutti. Vanno scongiurate le tentazioni di allontanarsi da soluzioni globali per avviare azioni non coordinate.
  • Il rischio di tornare a schieramenti protezionistici emerge in particolare sul nodo cruciale della gestione dei rapporti di cambio e dei surplus commerciali. Obama – superando l’ipotesi sui tetti ai surplus delle bilance commerciali, in precedenza avanzata dal suo ministro del Tesoro – è tornato a rivendicare il ruolo del suo paese quale motore per tutti, a difendere le politiche della Fed a sostegno dell’economia statunitense e a chiedere a Pechino ragionevolezza su uno yuan troppo debole. Per parte sua, la Cina di Hu Jintao – sostenuta anche dalla Germania della Merkel, altro paese che punta sull’export – ha rinviato al mittente qualsiasi target e rilanciato le accuse: l’America con le sue operazioni di liquidità rischia di creare bolle sui mercati internazionali. Due schieramenti che a Seul sono rimasti sostanzialmente fermi sulle loro posizioni dimostrando che a dominare è ancora, in qualche modo, il G2.
  • Sul nodo della gestione delle guerre valutarie e degli squilibri di bilancia commerciale nessun accordo è uscito dal vertice se non un compromesso di facciata. La predisposizione di non meglio precisate “linee guida” è stata infatti affidata al gruppo di lavoro che dovrà riferire ai ministri finanziari a metà 2011 sotto la nuova Presidenza francese.
  • Sul fronte più strettamente valutario è stata confermata la posizione – già mediata – definita dai ministri del G20 Finanze di tre settimane fa: viene ribadito il no alle svalutazioni competitive ma lasciando la fluttuazione dei tassi di cambio al gioco del libero mercato, in linea con i fondamentali delle economie.
  • Sono state approvate nuove regole sulla finanza e le banche a rischio sistemico, messe a punto dal Financial Stability Board sulla riforma e la regolamentazione finanziaria mondiale. “Un importante progresso,” ha affermato il presidente dell’FSB Mario Draghi, ammonendo però sul fatto che “ora queste devono essere trasformate in leggi” dai vari paesi.
  • Un nuovo impulso contro le speculazioni, soprattutto quelle sulle materie prime, è arrivato dall’Italia. Il premier Berlusconi ha lanciato una proposta: abolire o sottoporre a salate commissioni i future petroliferi.

La palla passa adesso alla presidenza francese del G20. Nicolas Sarkozy ha preannunciato un mandato all’insegna di “responsabilità e realismo”, basato sul confronto e la collaborazione. Riuscirà la Presidenza francese a sciogliere il nodo degli squilibri commerciali sulla base delle linee guida che saranno presentate ai ministri finanziari entro metà 2011? Questa è la vera scommessa del prossimo appuntamento dei leader G20 previsto a Cannes il 3 e 4 novembre 2011. Una scommessa francese, ma forse prima ancora europea, che forse nasce sotto una buona stella: prudenza ed umiltà.