*Questo articolo è il quinto contributo di una serie, parte di un progetto di ricerca e analisi su nuove tecnologie e sicurezza economica europea che Aspen sviluppa assieme al Politecnico di Torino, allo Studio Bonelli Eredi e alla LUISS. Il progetto è supportato dalla Compagnia di San Paolo.
La storia della sicurezza economica nei Paesi Bassi, e più in generale della capacità tecnologica europea, è strettamente legata all’evoluzione e alle trasformazioni del gigante industriale nato a Eindhoven nel 1891: Philips. Nei primi decenni di vita, l’espansione dell’azienda fu legata alle figure di Anton Philips e di Frits Philips. Quest’ultimo, riconosciuto dallo Yad Vashem (l’Ente nazionale per la memoria della Shoah) come “giusto tra le nazioni” per il suo ruolo durante il nazismo, fu anche una straordinaria figura di filantropo e collezionista[1].
La parabola industriale di Philips: incubatore originario
Nei decenni precedenti all’era dei semiconduttori, Philips aveva costruito il proprio prestigio di ricerca e industriale sulle lampadine, ma anche le radio, i televisori e i registratori a nastro. Questa capacità era fondata sulle innovazioni del NatLab (Philips Natuurkundig Laboratorium), il laboratorio di fisica aziendale avviato nel 1914.
Già negli anni ’20 del secolo scorso, Philips aveva acquisito realtà strategiche come la britannica Mullard, produttore di tubi a vuoto, e la tedesca Valvo, attiva dal 1924, integrando nuove competenze nel proprio sistema scientifico e produttivo. Fu proprio all’interno del NatLab che, fin dagli anni ’30, un gruppo dedicato alla fisica dello stato solido iniziò a sperimentare con i primi semiconduttori dell’epoca.
L’ingresso di Philips nel settore dei semiconduttori avvenne nel 1953, col primo impianto di produzione di chip a Nijmegen nel 1955. In quegli anni, la ricerca sui transistor era considerata un’estensione naturale della tecnologia delle valvole. Gli ingegneri del NatLab pensavano già che il futuro dell’elettronica sarebbe dipeso dalla miniaturizzazione estrema. In quel contesto, vennero gettate le basi per la litografia ottica, i procedimenti di “stampa” per la produzione di semiconduttori destinati a divenire sempre più rilevanti nello sviluppo dell’elettronica, dopo i primi brevetti statunitensi della seconda metà degli anni ’50.
La nascita e il successo di ASML
La storia di ASML[2], la principale azienda tecnologica europea, affonda le sue radici in queste capacità, in particolare nelle attività e nei prototipi realizzati dall’ingegnere Frits Klostermann e dal suo gruppo. Tuttavia, Philips faticava a commercializzare le sue innovazioni e decise infine di scorporare quelle attività.
Il 1° aprile 1984 nacque ufficialmente ASM Lithography, una joint venture tra Philips e ASM International, agile azienda di macchinari di semiconduttori fondata da Arthur Del Prado, un imprenditore dei Paesi Bassi con grande esperienza nella Silicon Valley. ASM Lithography aveva il mandato di trasformare finalmente queste ricerche in un prodotto commerciale per l’industria dei semiconduttori, in grado di competere con le aziende dell’epoca, prevalentemente statunitensi e giapponesi.
La prima fase della storia di ASML fu avventurosa e accidentata. Nei primi mesi l’azienda occupava baracche temporanee nel campus Philips di Eindhoven, poi si trasferì nel luogo destinato a divenire una vera e propria città aziendale: il borgo di Veldhoven nell’area metropolitana della città olandese. Le competenze fornite dai primi cinquanta dipendenti Philips, unite alla determinazione di manager come Gjalt Smit, consentirono i primi passaggi per sopravvivere.
La svolta per l’azienda giunse nel corso degli anni ’90, attraverso vari passaggi: la partecipazione ai programmi di ricerca industriale degli Stati Uniti sulla tecnologia EUV, la quotazione in borsa, il miglioramento costante nel prodotto e nel servizio ai clienti, le collaborazioni europee sulla ricerca, con aziende come Zeiss e con centri di ricerca come Imec di Leuven. Poco dopo arrivarono le cruciali acquisizioni di alcune aziende statunitensi dell’ecosistema della litografia.
Tutti questi passaggi hanno proiettato ASML al vertice della tecnologia mondiale, nell’effettivo monopolio delle macchine EUV, che costituiscono la principale voce di spesa delle fabbriche più avanzate dei semiconduttori e sono giunte, fin dal 2017, al centro della competizione tra Stati Uniti e Cina[3].
Oggi ASML, il cui fatturato nel 2025 è stato superiore a 30 miliardi di euro, non può essere considerato solo un operatore di mercato, perché varie generazioni delle sue macchine (EUV e alcune delle precedenti tecnologie di litografie a immersione) non sono più esportate nel mercato cinese, a seguito delle pressioni statunitensi. Allo stesso tempo, il mercato cinese vale per l’azienda di Veldhoven una parte tuttora molto consistente del fatturato, che negli ultimi due anni è stata circa del 30-40%. Pertanto, ASML è il classico esempio di un tassello essenziale della sicurezza economica, dovendosi confrontare sia con spinte politiche che con vincoli economici.
L’ecosistema di ASML e il suo futuro
ASML è per sua natura un’azienda-ecosistema. Le sue macchine sono frutto dell’integrazione di componenti iper-specializzati realizzati da altre aziende. Anche per questa ragione, ASML non può essere considerata un chokepoint puramente nederlandese o europeo: i suoi clienti sono principalmente asiatici e statunitensi e la sua filiera richiede il contributo essenziale di aziende fuori dall’Europa, in particolare degli Stati Uniti, per via delle acquisizioni che hanno rafforzato la sua posizione competitiva.
Allo stesso tempo, il fatto che ASML sia nei Paesi Bassi e in Europa ha avuto e ha profonde implicazioni economiche e industriali: esiste quello che possiamo definire un “Effetto ASML”. Tra migliaia di fornitori dell’azienda, e centinaia di fornitori critici, vi sono cruciali aziende tedesche (anzitutto Zeiss e Trumpf) e diverse realtà dell’ecosistema dei Paesi Bassi, su cui la presenza di un nodo così decisivo della tecnologia dispiega i suoi effetti. Ciò avviene in particolare nella regione del Brainport Eindhoven[4], che anche per via dell’Effetto ASML è divenuto un polo dinamico per l’intera Europa.
Tra i partner di primo livello di ASML, ricordiamo VDL Enabling Technologies Group, sussidiaria del conglomerato VDL Groep, che è una sorta di spina dorsale meccatronica delle macchine, e produce inoltre grandi camere a vuoto. Tra le altre competenze dell’area, si segnalano poi aziende come Neways Electronics, come NTS Group, oltre alla divisione meccatronica di Frencken Group e a Prodrive Technologies.
L’ecosistema dei semiconduttori nei Paesi Bassi ospita inoltre varie altre realtà di rilievo, come la stessa ASM International (ASMI), co-fondatrice della fase iniziale di ASML e ancora presente nella filiera e nei mercati internazionali. Nel segmento del packaging avanzato, BE Semiconductor Industries, o BESI, occupa una nicchia significativa. Una scommessa sul futuro è invece rappresentata da Smart Photonics, una fonderia indipendente focalizzata sulla fotonica, che punta a sostituire gli elettroni con la luce per abbattere i consumi energetici dei data center, e su cui hanno investito aziende come la stessa ASML.
Per sostenere le sue prospettive e risolvere alcune criticità del territorio in cui opera, legate tra l’altro alla saturazione della rete elettrica, alla carenza di alloggi e alla scarsità di talenti, ASML e il governo dei Paesi Bassi hanno lanciato nel 2024 il Progetto Beethoven, un piano strategico da 2,5 miliardi di euro[5]. In un certo senso, quest’area è “vittima” del successo di ASML, che per non dover andare all’estero ha bisogno di spazio e di forza lavoro adeguata. Il tema delle competenze e del reskilling è una parte essenziale di un progetto di lungo termine per il territorio. Un altro pilastro riguarda un’adeguata formazione accademica, in termini qualitativi e quantitativi: l’Università di Tecnologia di Eindhoven vuole raddoppiare il numero di laureati magistrali nelle discipline tecniche per arrivare a 2.000 nuovi talenti all’anno e punta a rafforzare ulteriormente la collaborazione con ASML e NTS.
Il tema della formazione e dell’attrazione dei talenti si lega strettamente anche alle politiche migratorie. Quest’aspetto è stato toccato più volte dallo storico CEO di ASML, Peter Wennink, che ha sottolineato che una parte ingente della forza lavoro di ASML nei Paesi Bassi, stimata a circa il 40%, sia composta da cittadini non nederlandesi. La concentrazione di talenti delle aziende tecnologiche, in questo modo, dipende anche da condizioni politiche e può ovviamente creare un contro-movimento, in cui i partiti che prevalgono alle elezioni possono avere agende diverse rispetto a quelle considerate essenziali per lo sviluppo tecnologico.
I casi NXP e Nexperia
Se riavvolgiamo il nastro, possiamo vedere anche che la storia degli effetti delle attività di Philips sui semiconduttori non è limitata ad ASML. Si pensi, per esempio, alla produzione di microchip per l’elettronica di consumo e l’automotive attraverso la divisione Elcoma, poi Philips Semiconductor, scorporata nel 2006 per dare vita a NXP Semiconductors. NXP è attiva in particolare nel settore automobilistico e nelle applicazioni industriali e si è trovata anch’essa al centro, seppur in modalità diverse da ASML, della guerra tecnologica tra Stati Uniti e Cina già diversi anni fa. Nel 2018, infatti, la sua acquisizione da parte della statunitense Qualcomm per 44 miliardi di dollari è stata bloccata dalla mancata approvazione dei regolatori cinesi[6].
Un ulteriore ramo dell’albero di Philips è rappresentato da Nexperia[7], nata nel 2017 come spin-off di NXP e venduta a investitori cinesi, dentro il decennio di relativa inconsapevolezza europea sulla sicurezza economica. Nexperia è specializzata nei legacy chip (prodotti maturi e non tra i più avanzati, per il largo consumo, l’automobile e gli usi industriali), componenti essenziali per quasi ogni dispositivo elettronico moderno. La rilevanza geopolitica di questa azienda è emersa con forza nel 2025, quando il governo dei Paesi Bassi è intervenuto direttamente sulla gestione di Nexperia, di proprietà della holding cinese Wingtech, invocando una legge sulla sicurezza nazionale del 1952.
In un comunicato dell’ottobre 2025, il ministero dell’economia dei Paesi Bassi ha dichiarato di aver agito per far fronte a una minaccia alla continuità e alla salvaguardia di conoscenze e capacità tecnologiche cruciali in Europa. Nell’ottobre 2025, un tribunale della camera delle imprese di Amsterdam ha ordinato il trasferimento dei diritti di proprietà di Wingtech in un trust e ha rimosso la figura di riferimento di Wingtech, l’imprenditore cinese Zhang Xuezheng, dalla carica di amministratore delegato. Le accuse principali riguardavano la cattiva gestione finanziaria e il tentativo di dirottare le risorse di Nexperia per finanziare una fabbrica di chip a Shanghai di proprietà personale dell’imprenditore, ma non facente parte del gruppo Wingtech. La leadership cinese è stata accusata di aver ignorato i rischi delle sanzioni commerciali statunitensi, mettendo in pericolo la continuità operativa di Nexperia e la salvaguardia di un patrimonio tecnologico considerato essenziale per la sicurezza economica europea.
A seguito di questo intervento giudiziario, Nexperia si è di fatto scissa in due entità che operano in modo meno coordinato e potenzialmente antagonista. La Cina ha reagito limitando le esportazioni dal sito Nexperia di Guangdong, essenziali per avere il prodotto finito, causando interruzioni nelle forniture per le aziende automobilistiche. Il caso, ancora in corso, ha mostrato come anche i segmenti meno avanzati della filiera dei semiconduttori vadano considerati pezzi tutt’altro che irrilevanti del “puzzle” della sovranità tecnologica. Quello dell’industria dei semiconduttori è un meccanismo molto fragile dove la perdita di un pezzo può rischiare di far saltare le filiere: la sicurezza economica non può passare per misure eccessive, o di cui non si sono valutate in modo adeguato le conseguenze complessive, altrimenti i provvedimenti rischiano di essere controproducenti.
Il Rapporto del “Draghi dei Paesi Bassi”
Per valutare il ruolo attuale di queste aziende nel panorama della ricerca e sviluppo nei Paesi Bassi, è utile fare riferimento al Rapporto Wennink, presentato nel dicembre 2025[8]. Peter Wennink, CEO di lungo corso di ASML fino al 2024 e chiamato nel discorso pubblico “il Draghi dei Paesi Bassi”, ha prodotto su richiesta del governo un documento di oltre 100 pagine per evidenziare i rischi per lo sviluppo dei Paesi Bassi nel medio termine.
In apparenza, quella dei Paesi Bassi è una storia di successo, ma Wennink pone l’attenzione anche su alcuni elementi più vulnerabili. Per esempio, secondo il rapporto, il panorama della ricerca privata è pesantemente concentrato in un ristretto numero di grandi attori: ASML, NXP e Philips (di cui oggi Exor è il primo azionista). A queste tre aziende, che come abbiamo visto risalgono vengono tutte dai rivoli dei laboratori di Philips, fanno capo circa un quarto di tutti gli investimenti privati in ricerca e sviluppo nei Paesi Bassi. ASML, in particolare, ha investito oltre 3 miliardi di euro in ricerca e sviluppo nel solo 2024, confermando la sua funzione di azienda-ecosistema.
Secondo il rapporto, anche un Paese di relativo successo può subire gli effetti della perdita di terreno dell’Europa sulle biotecnologie e sull’intelligenza artificiale, se non sarà in grado di attirare e consolidare nuove grandi imprese. D’altra parte, la stessa ASML è nata nel 1984, non in questo secolo. Inoltre, l’ecosistema dei Paesi Bassi affronta problemi comuni del contesto europeo: ritardi nelle autorizzazioni e nell’allacciamento alla rete elettrica, eccessivo peso regolatorio, divario degli investimenti pubblico-privati.
Il Rapporto Wennink può essere letto anche in questi termini: una dimostrazione della difficoltà di un contesto politico-istituzionale di adattarsi al successo, superiore alle aspettative, del tessuto tecnologico del proprio territorio. Il caso dei Paesi Bassi, all’interno di una prospettiva più generale sulla sicurezza economica europea, fornisce questa lezione. Da un lato, la crescita di campioni tecnologici in Europa è possibile. I casi di successo sono dovuti a diversi fattori (il posizionamento nel prodotto, gli investimenti in ricerca e sviluppo, l’ambizione finanziaria e le acquisizioni per la crescita dimensionale, la collaborazione internazionale) e, quando esistono, dispiegano un effetto di ecosistema che alza l’asticella dell’innovazione, trascinando anche industrie manifatturiere tradizionali – soprattutto quando il prodotto, come nel caso di ASML, è una macchina. Dall’altro lato, la difesa e la crescita di questi ecosistemi pongono in ogni caso sfide per le politiche pubbliche, per restare a livello nazionale ed europeo “all’altezza” delle proprie storie di successo.
Gli altri approfondimenti sulla sicurezza economica europea
Il paradosso francese
La posizione dell’Italia
Il pericolo della trappola tecnologica
Un dibattito necessario
Note:
[1] Sulla figura di Frits Philips, si veda tra l’altro https://www.latimes.com/archives/la-xpm-2005-dec-10-me-philips10-story.html
[2] Per un approfondimento complessivo su ASML, fino agli elementi più recenti, rimando ad A. Aresu, “Geopolitica di ASML”, 7/1/2026, https://substack.com/home/post/p-183765714 . I due volumi di riferimento sulla storia di ASML sono René Raaijmakers, ASML’s Architects, Techwatch Books, Nijmegen, 2019; Marc Hijink, Focus. The ASML Way. Inside the power struggle over the most complex machine on earth, Uitgeverij Balans, Amsterdam, 2023.
[3] Su questi aspetti, rimando al capitolo “Civiltà delle macchine di Veldhoven” in A. Aresu, Il dominio del XXI secolo, Feltrinelli, Milano, 2022.
[4] Si veda https://brainporteindhoven.com/int/discover-brainport-eindhoven/the-history-of-brainport-eindhoven
[5] Sul Progetto Beethoven, si veda https://brainporteindhoven.com/en/strategy-organisation/agenda-with-the-government/project-beethoven-2024
[6] Ian King, “Qualcomm Scraps NXP Deal Amid U.S.-China Trade Tensions”, Bloomberg, 26/7/2018, https://www.bloomberg.com/news/articles/2018-07-26/qualcomm-to-scrap-nxp-deal-as-deadline-passes-for-china-approval
[7] Per un approfondimento sulla storia di Nexperia: https://substack.com/home/post/p-176118924?source=queue
[8] Il rapporto è consultabile al seguente link nella sintesi in lingua inglese e nella versione completa in olandese https://www.rapportwennink.nl/