I Giochi come fenomeno socio-economico

In letteratura esiste una condivisione, più o meno esplicita, sulla natura multidimensionale e complessa dei “mega eventi” – quali per esempio le Olimpiadi, l’Expo, le Capitali europee (e italiane) della Cultura e i Mondiali di calcio. In termini di effetti prodotti, invece, alcuni studiosi hanno messo in evidenza gli impatti positivi, definendo i grandi eventi come catalizzatori di crescita, di sviluppo culturale e sociale dei luoghi; mentre altri hanno enfatizzato i loro potenziali rischi e le implicazioni negative.

In generale, nella valutazione di questi eventi il dato economico non deve essere l’unico a emergere come cruciale: altrettanto importante, infatti, è il loro impatto sociale e culturale. In altre parole, la loro performance non può essere misurata unicamente in termini quantitativi e su un orizzonte temporale limitato, relativo alla realizzazione dell’evento in sé, ma vanno considerati anche aspetti più qualitativi, come ad esempio la capacità di promuovere il luogo e la sua cultura al di fuori dei confini nazionali, e l’integrazione culturale e sociale che ne derivano.

 

LE OLIMPIADI, UN FENOMENO COMPLESSO E MULTIDIMENSIONALE. Focalizzando l’attenzione sui Giochi olimpici, è possibile parlare di complessità già a partire dalle loro caratteristiche di bene pubblico globale e al tempo stesso locale. Entrambe le dimensioni interagiscono tra loro, attribuendo ai Giochi dinamicità e quindi la capacità di evolversi nel tempo e di adattarsi ai cambiamenti delle società. Un esempio in proposito è l’introduzione ai Giochi di Tokyo 2020 di nuove discipline sportive, come lo skateboard, l’arrampicata sportiva e il surf, e alle prossime Olimpiadi di Parigi 2024 del breaking.

I Giochi sono anche beni relazionali, ossia consistono in relazioni sociali che nello specifico possono essere solo prodotte e fruite assieme dai partecipanti all’evento. Tali relazioni richiedono una reciprocità e una forma di condivisione volontaria. Inoltre, i Giochi sono anche attività culturali e come tali offrono l’opportunità unica di produrre un senso di appartenenza e capitale sociale, entrambi in grado di generare benefici economici a lungo termine.

In termini più generali, è possibile rilevare che una volta realizzato l’evento olimpico, si determinano altri benefici per così dire indotti, che rientrano nella “eredità olimpica”, definita dal Comitato olimpico internazionale (CIO) nel 2017 come il risultato di una visione che raccoglie tutti i benefici a lungo termine, tangibili e intangibili, iniziati o generati dall’ospitare i Giochi olimpici o eventi sportivi, per il popolo, per città/territori interessati e per il movimento olimpico.

Proseguendo l’analisi, la complessità dell’evento olimpico si esprime anche se guardiamo alle sue molteplici finalità. Come osservato, le Olimpiadi rappresentano per il paese ospitante l’occasione per ottenere una legittimazione politica a livello internazionale e per avviare una trasformazione territoriale. Inoltre, possono essere considerate come mezzo di diplomazia culturale, di integrazione economica e di pace, che fa leva sui molteplici valori olimpici, quali ad esempio il fair play, la partecipazione, l’amicizia, la lealtà, la solidarietà, l’impegno, il rispetto, il coraggio, il miglioramento di sé, l’uguaglianza e l’internazionalismo.

Quest’ultima finalità, nel contesto attuale – caratterizzato da tensioni geopolitiche e da conflitti armati – assume un’importanza innegabile. In generale, i Giochi sono inclusivi a livello globale, ossia tutti i paesi sono invitati a parteciparvi a prescindere dalle alleanze e dalle tensioni geopolitiche. L’immagine dei cinque anelli si riferisce ai cinque continenti abitati e i sei colori (compreso il fondo bianco) sono quelli presenti nelle bandiere di tutto il mondo.

C’è poi la tregua olimpica: durante il periodo delle competizioni tutti i conflitti dovrebbero essere interrotti, norma Onu violata da Putin nel 2022 quando ha invaso l’Ucraina poco prima delle Paralimpiadi di Pechino. Come osservato, queste specificità rendono l’ambiente comunicativo dei Giochi quasi diplomatico, e ciò va considerato insieme al fatto che il CIO conta più paesi membri delle stesse Nazioni Unite. Le potenziali ricadute positive di questo “interagire/comunicare” possono essere notevoli.

 

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EFFETTI TANGIBILI E INTANGIBILI. Infine, la realizzazione dei Giochi produce di- verse tipologie di effetti – come per esempio quelli fisici, economici, ambientali, socia- li, culturali, psicologici, politici e di immagine – ai quali possono essere associati benefici e costi tangibili e intangibili per la città o la regione ospitante e per la comunità. Ad esempio, per quelli tangibili l’aumento del reddito e dell’occupazione, mentre per quelli intangibili l’eredità olimpica, il sovraffollamento e l’inquinamento.

In termini di effetti ambientali, le Olimpiadi di Atlanta 1996 hanno funzionato da catalizzatore per lo sviluppo urbano, accelerando una serie di progetti di riqualificazione. Questo ha contribuito a rigenerare vaste aree del centro di Atlanta e a migliorare le infrastrutture del centro cittadino e dei suoi dintorni. I Giochi di Sydney del 2000 hanno offerto l’occasione di attuare politiche di sviluppo sostenibile. Le Olimpiadi di Tokyo 2020 potrebbero essere state quelle più ecologiche di sempre (va ricordato che la sostenibilità è un loro obiettivo primario. Data la grande portata e l’impatto dei Giochi, il CIO promuove iniziative di sostenibilità per massimizzare gli esiti positivi e ridurre al minimo le conseguenze negative associate all’organizzazione di questi mega eventi).

Inoltre, i Giochi di Tokyo 2020 hanno avuto un importante effetto psicologico e sono state considerate il simbolo della rinascita dopo il covid: da uno studio indipendente condotto nell’agosto 2021 su 32.055 persone in 17 paesi, di età compresa tra i 13 e i 65 anni, è emerso che quasi i due terzi degli intervistati hanno ritenuto Tokyo 2020 un successo. Il 59% ha affermato che i Giochi hanno rappresentato una “luce alla fine del tunnel” nel contesto della pandemia di Covid-19. L’evento ha rappresentato anche l’occasione per portare all’attenzione della comunità mondiale questioni sociali come l’omosessualità, la lotta al razzismo, i diritti delle donne. I Giochi olimpici nel 1992 a Barcellona hanno permesso alla città di superare divisioni culturali e politiche, aprendo la strada a una migliore governance urbana, e di rilanciare la sua immagine.

Infine, ospitare le Olimpiadi può voler dire anche promuovere i diritti umani e la democrazia. In altre parole, ospitare i Giochi può rappresentare un’opportunità per un paese di migliorare la sua immagine internazionale e di impegnarsi a rispettare i diritti umani. A questo riguardo, la valutazione mediatica internazionale può, poi, incentivare i governi dei paesi ospitanti ad attuare riforme e adottare pratiche più rispettose dei diritti fondamentali e della democrazia. Si possono citare i casi dei Giochi ospitati dal Messico nel 1968, dalla Corea del Sud nel 1988 e dalla Cina nel 2008 (quest’ultimo piuttosto controverso).

Lo studio dei fenomeni complessi, nelle loro diverse dimensioni intercorrelate in maniera non lineare, richiede, pertanto, un approccio olistico e interdisciplinare che dà la priorità a una valutazione completa delle loro prestazioni e del loro potenziale. A oggi un approccio olistico, ossia orientato a valutare la performance complessiva dei Giochi su un adeguato orizzonte temporale, non esiste o è poco sviluppato.

 

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Probabilmente una delle ragioni è la mancanza di una strategia ben congegnata, che riesca a sintetizzare le diverse esigenze e aspettative dei vari stakeholder (globali e locali), a cui dovrebbe seguire una programmazione e gestione delle risorse efficace ed efficiente, cioè in grado di sfruttare il grande potenziale dei mega eventi di generare delle ricadute turistiche, economiche, sociali e culturali di lungo periodo, tenendo sotto controllo i costi realizzati e percepiti.

In proposito, una soluzione interessante per capitalizzare al meglio le legacy dei grandi eventi può essere quella di mantenere un’interazione tra mega-eventi ed eventi iterativi, come i festival culturali. Così facendo si va oltre la realizzazione in sé del grande evento, perché esso viene pensato e valutato tenendo conto anche delle sue interazioni con il normale portafoglio di eventi delle città. Le città che hanno utilizzato questo approccio integrato con gli eventi locali sono quelle che hanno tratto i maggiori benefici a lungo termine dai mega eventi, anche in termini di investimenti e turismo.

 

LIMITI DEGLI STUDI DI IMPATTO. In letteratura sono stati esaminati i principali studi esistenti sulla valutazione dei Giochi, basati su differenti approcci metodologici. In generale, i risultati sembrano controversi: la maggior parte degli studi ex ante ed ex post presentano delle distorsioni.

In particolare, quelli ex ante hanno la tendenza a sovrastimare i guadagni e sottostimare le perdite, mentre gli studi ex post risultano per lo più inaffidabili come forma di inferenza statistica. Inoltre, non sono molto diffusi perché poche organizzazioni, sostenitori o oppositori, risultano disposti a finanziarli, soprattutto dopo l’evento. Risultati netti positivi evidenti e persistenti emergono solo da recenti studi econometrici ex post di tipo cross-country. Un altro problema è legato alla trasparenza dei dati e delle informazioni, in quanto non sempre questi studi sono chiari nell’indicare i dati sulla base dei quali le valutazioni sono effettuate.

Ulteriore debolezza degli studi sia ex ante che ex post è la tendenza a concentrarsi solo sui risultati misurabili (effetti tangibili), come l’aumento delle spese e l’incremento occupazionale. Questo approccio trascura altri potenziali benefici di tipo intangibile, come l’orgoglio civico, il prestigio, lo spirito di comunità, ricompresi nella cosiddetta eredità olimpica. Alcuni di questi guadagni intangibili sono effetti indotti o esternalità e potrebbero essere quantificati utilizzando approcci valutativi, come l’analisi costi-benefici o metodi più sofisticati basati sul modello CGE (Computable General Equilibrium), applicato fino a ora solo per la valutazione dei Giochi di Sydney 2000. Un altro aspetto importante, raramente preso in considerazione nelle valutazioni dei Giochi, è la durata di qualsiasi impatto.

Ciò detto, è plausibile affermare che i risultati ottenuti dalla maggior parte degli studi non possono essere considerati convincenti e le principali debolezze sono legate al fatto che essi non considerano effetti intangibili, soprattutto quelli più direttamente legati alla natura intrinseca delle Olimpiadi, come bene pubblico globale e locale – e sono basati su un orizzonte temporale limitato.

 

PER UNA VALUTAZIONE EFFICACE. Serve una valutazione completa e robusta che guardi ai Giochi olimpici come alla realizzazione di un progetto complesso con un lungo ciclo di vita. Occorre anzitutto avviare uno studio di prefattibilità prima di pre- sentare la candidatura a ospitare le Olimpiadi, che vuol dire la verifica dei presupposti generali, le condizioni del contesto nel quale ci si vuole inserire, ad esempio spazi congrui, guardando con priorità ad aree da riqualificare; un buon livello di infrastrutture, incluse quelle di trasporto; presenza di adeguate strutture ricettive.

Successivamente, a partire dalla candidatura, è importante realizzare una buona pianificazione che identifichi gli obiettivi e le risorse necessarie. A seguire, la programmazione, la gestione e il monitoraggio di attività, risorse e risultati devono essere efficaci ed efficienti. Va previsto anche il coinvolgimento della comunità locale e di esperti in grado di valutare tutti gli aspetti e le potenzialità legate all’evento.

La quantificazione dei risultati dell’evento si inserisce in questo quadro e deve avvenire prima, nell’ambito di uno studio di fattibilità, e dopo la sua realizzazione; deve basarsi su approcci valutativi più sofisticati, al fine di risolvere le debolezze sopra descritte. Infine, non bisogna sottovalutare la questione delle risorse finanziarie, perché il successo ovvero la sostenibilità dei grandi eventi dipende dal coinvolgimento anche di risorse private, attraverso per esempio la creazione e gestione delle cosiddette public-private partnerships (PPP).

 

LA NECESSITÀ DI UN APPROCCIO OLISTICO. Il processo che riguarda la realizza- zione dei Giochi olimpici implica una molteplicità di relazioni – da quelle economiche a quelle sociali – ed è caratterizzato da dinamiche di interazione che producono effetti diretti e indiretti, tangibili e intangibili. Questa affermazione richiama alla mente la teoria della complessità, secondo la quale gli elementi di un sistema complesso godo- no di caratteristiche “costitutive” che rispettano il requisito della non sommatività, ossia “il tutto” non è l’aggregazione delle singole parti.

Le società moderne sono dei sistemi complessi in cui è importante guardare ai grandi eventi come processi dinamici di natura multidimensionale. Tali eventi sono potenzialmente in grado di innescare crescita, sviluppo culturale e sociale. In quest’ottica, le Olimpiadi rappresentano un’attività che non solo ha il potenziale di generare immediate e apprezzabili entrate tangibili, ma anche di promuovere benefici intangibili come la coesione sociale, un tessuto sociale e culturale vivo e vitale (grazie anche alle potenziali ricadute positive sul portafoglio degli eventi locali), l’integrazione culturale. L’approccio di analisi delle Olimpiadi deve pertanto essere olistico, interdisciplinare e con una prospettiva di lungo termine, in grado di catturare anche gli effetti di elementi intangibili.

 

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Certamente oggi, a causa delle tensioni geopolitiche, la realizzazione di un mega evento suscita molte preoccupazioni sul piano organizzativo e della sicurezza, ma non deve essere sottovalutato il fatto che i Giochi olimpici rappresentano un momento di integrazione socioculturale di importanza innegabile e hanno un fascino senza tempo universalmente riconosciuto.

 

 


Questo articolo è stato pubblicato sul numero 2-2024 di Aspenia

 

 

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